La scuola
La nostra storia
Dal Collegio Sacro Cuore del 1888 alla scuola Senza Zaino di oggi: centotrent'anni accanto alle famiglie di Rovigo.
La nostra storia comincia con un bisogno molto semplice: dare ai bambini di Rovigo un luogo dove imparare e essere accuditi. Da quel bisogno, nel 1888, nasce il Collegio Sacro Cuore. Da allora la scuola ha attraversato due guerre, un''alluvione e molti cambiamenti della città, senza mai chiudere la porta.
1887-88
La fondazione
Mons. Eugenio Soldà avvia il Collegio Sacro Cuore per rispondere all'esigenza di istruzione e assistenza dei bambini della città.
1888
L'apertura con le Suore della Carità
Le Suore della Carità prendono in cura la vita quotidiana del collegio: accoglienza, educazione, cura dei più piccoli.
1915-19
Ospedale militare
Durante la Prima guerra mondiale gli ambienti vengono destinati a ospedale militare, senza interrompere il legame con la città.
1945
I bombardamenti
Le incursioni aeree danneggiano gravemente l'edificio: la cappella viene distrutta.
1945-50
La ricostruzione
Con il contributo delle famiglie e della comunità gli spazi vengono ricostruiti e le attività riprendono.
1951
L'alluvione del Po
L'acqua invade Rovigo e la scuola diventa punto di appoggio per chi ha perso la casa.
1961
La nuova cappella
Viene inaugurata la nuova cappella, cuore della vita comunitaria della scuola.
1973
La palestra
Nasce la palestra: educazione motoria e sport entrano stabilmente nella giornata scolastica.
2001-02
Certificazione ISO 9001
La scuola adotta un sistema di gestione della qualità certificato, per rendere verificabili organizzazione e servizi.
Oggi
Una scuola Senza Zaino
Il metodo Senza Zaino guida aule, materiali e responsabilità: la scuola è polo di riferimento per il Veneto.
Giacomo Sichirollo (1839-1911)
Sacerdote, studioso e educatore rodigino, Giacomo Sichirollo dedicò la vita alla formazione dei giovani e alla cultura della città. La scuola porta il suo nome per tenere vivo un modo di insegnare che unisce rigore e attenzione alla persona.
Mons. Eugenio Soldà
Fu lui a volere il Collegio Sacro Cuore e a trovare le risorse per aprirlo. La sua intuizione fu affidare la scuola a una comunità religiosa capace di prendersi cura dei bambini nella vita di ogni giorno, non solo nell'ora di lezione.
«Una scuola che dura centotrent'anni non è un edificio: è una catena di persone che si passano la cura dei bambini.»